Origine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (puĂ² arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle piĂ¹ giovani, superiori, sono piĂ¹ larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle piĂ¹ vecchie, inferiori, sono piĂ¹ lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; piĂ¹ decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e piĂ¹ anni d’etĂ , il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la piĂ¹ drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perchĂ© i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.



